Giovan Battista Angioletti – Biografia

Giovan Battista Angioletti, oggi pressoché sconosciuto ai più, ebbe un ruolo non secondario nel panorama letterario italiano, tra la fine degli anni ’20 e gli anni ’50.

Nato in un popolare quartiere di Milano il 27 novembre 1896 collaborò alla terza pagina della Stampa, del Corriere della Sera, al Mondo, alla Fiera letteraria, di cui fu anche direttore.

Come scrittore, si mise in luce già nel 1928, vincitore con  “Il giorno del giudizio” della prima edizione del Premio Bagutta. Nel 1949 si aggiudicò il Premio Strega con il romanzo  “ La memoria” e  nel 1960 il Premio Viareggio con “I grandi ospiti”. Fu l’inventore della fortunata “aura poetica”, l’insegna per la nuova letteratura del Novecento, che  sosteneva “un’arte disinteressata” e una “poesia evocativa”, lontana dalla piatta “arte borghese che aveva fatto il suo tempo”.

La vita di Angioletti, trascorsa in parte anche all’estero, fu costellata da impegni importanti quali direttore dell’Istituto di cultura italiana a Praga (1932-35), lettore di lingua e letteratura italiana all’università di Digione (1935-37) e direttore dei corsi di lingua italiana a Parigi (1937-40) e in Svizzera.

Rientrato in Italia, dopo quattordici anni di assenza, cominciò a lavorare per la RAI proponendo e organizzando la terza rete e portando gli scrittori al microfono la trasmissione “L’approdo”, che divenne anche una rivista.

Nel 1951 diede vita all’Inchiesta in Occidente, la prima indagine sull’Europa compiuta dopo la guerra, con servizi realizzati in tutti i paesi, interviste alle maggiori personalità del mondo culturale e politico sull’idea di unità. La sua battaglia in favore dell’Europa unita lo portò a fondare nel 1958 la Comunità Europea degli scrittori, alla quale aderirono tutti i maggiori intellettuali del continente.

Ebbe rapporti con importanti scrittori italiani e stranieri, tra cui Giuseppe Ungaretti, Luigi Pirandello, Thomas Mann, Paul Valery e James Joyce.

INDIETRO